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Il blogger Jazztrain, aka l’Arturo Brachetti del Web*, dedica di rimbalzo ai beoti tifosi italioti** un articolo del Fatto Quotidiano.
Andate a leggere (è poca roba).

Fatto? Bene.

Ecco la questione vista dal sottoscritto, che non ha avuto in dotazione da Madre Natura una dose rilevante di “temperamento del tifoso classico” (si consideri la definizione pure in senso molto ampio).

Il tifo – non il teppismo, la scelta di campo strumentale, la sostituzione di qualcosa che manca, et similia – il tifo, dicevo, è scommettere le proprie emozioni incondizionatamente. Poi, è risaputo, si vince o si perde.
Se vale la premessa che le emozioni sono le uniche cose che veramente ci appartengono, si comprende ciò che viene messo sul piatto della giocata.
Ecco perché un minimo di rispetto non guasterebbe.

*perché capace di cambiare template più volte al giorno
**chiedere al blogger le spiegazioni del caso
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Il grafico impaginatore non è l’unico a spezzare la propria routine, in certe particolari e drammatiche occasioni.
Generalmente, infatti, determinati eventi condizionano anche un gran numero di persone, animando in loro quei sentimenti improvvisi, quali la compassione e la solidarietà per i più sfortunati, che la peggior casistica di morti al giorno sulle nostre strade non riesce a stimolare.
Naturalmente, visto sotto un profilo esclusivamente utilitaristico, questo è un bene, perché altrimenti saremmo costretti a un lutto emozionale costante, con tutti i problemi che ne deriverebbero.
Tuttavia, le risposte differenziate che vengono date a seconda della quotidianità o della eccezionalità di fatti dolorosi, pongono alcuni importanti interrogativi sui meccanismi delle nostre reazioni emotive e sulla effettiva caratura delle nostre interazioni morali; soprattutto, dovrebbero ispirarci una consapevole prudenza, nei momenti in cui il gruppo sociale a cui apparteniamo si aspetta – direttamente o indirettamente – una manifestazione pubblica del nostro coinvolgimento. Diversamente, cioè non adottando tale cautela, le probabilità di far ricorso all’ipocrisia aumentano sensibilmente.

NOTA A MARGINE
Si possono leggere interessanti considerazioni, qui. Ovviamente, sono tali solo se le si inserisce in un quadro di gioco e di divertimento tra blogger. Se, invece, poggiano sulla più pura serietà, sarebbero solo l’ennesima conferma che non esiste cultura (o titolo di studio) che possa porre rimedio a una connaturata stupidità.

Death to smiley

Ehi, moderiamo gli emoticon!

STO LEGGENDO

LINFA CHE SCORRE

E SI SAPPIA CHE

HANNO DETTO

«Nessuno merita d'esser lodato per la sua bontà se non abbia la forza d'essere cattivo: ogni altra bontà non è il più delle volte che una pigrizia o un'impotenza della volontà.»
(François de La Rochefoucauld)

«I'm not insane. My mother had me tested.»
(Sheldon Cooper)

«Preferisco leggere o vedere un film piuttosto che vivere... nella vita non c'è una trama.»
(Groucho Marx)

«Reality is that which, when you stop believing in it, doesn’t go away.»
(Philip K. Dick)

«Quando una persona soffre di un'illusione parliamo di pazzia, ma quando ciò accade a molte persone parliamo di religione.»
(Robert Pirsig)

«È un errore capitale teorizzare prima di avere i dati. Senza accorgersene, si comincia a deformare i fatti per adattarli alle teorie, invece di adattare le teorie ai fatti.»
(Arthur Conan Doyle)

«La libertà. Chiunque arrivi, fresco fresco, a darne una definizione innovativa è sicurissimamente uno che te lo vuole mettere nel culo.»
(Erasmo)

«Quando vedo Marilyn Manson mi sento così carogna che ho il pensiero di andare a costituirmi.»
(Banditore)

«Ratzinger: "Dio si dà gratis".
Ma si fa pregare.»

(www.spinoza.it)

«Il palcoscenico del mondo è un teatro e sia gli uomini che le donne non sono altro che attori porno.»
(Mr.Ghirlanda)

Flying Spaghetti Monster

Non spingete, per favore!

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VESTIGIA