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Potenziare le competenze di italiano, matematica e scienze dei nostri ragazzi è uno degli obiettivi principali della Buona Scuola renziana. Una prima occasione utile poteva venire dal riordino delle classi di concorso per l’insegnamento nelle scuole secondarie. Poteva essere il momento per definire meglio i requisiti d’accesso alla professione docente: cosa bisogna sapere oggi per insegnare nel modo più proficuo. Invece, a parte l’introduzione di una manciata di nuove materie fra cui l’indispensabile italiano per alunni di lingua straniera, ha finito per tradursi in un’operazione di accorpamento delle classi di concorso (passate da 168 a 116) con il rischio di un annacquamento delle competenze dei docenti. E di conseguenza anche degli alunni, come ha notato il Consiglio di Stato, agitando «il pericolo di una dequotazione della qualità del nostro sistema di formazione superiore».

da Corriere.it

Il blogger Jazztrain, aka l’Arturo Brachetti del Web*, dedica di rimbalzo ai beoti tifosi italioti** un articolo del Fatto Quotidiano.
Andate a leggere (è poca roba).

Fatto? Bene.

Ecco la questione vista dal sottoscritto, che non ha avuto in dotazione da Madre Natura una dose rilevante di “temperamento del tifoso classico” (si consideri la definizione pure in senso molto ampio).

Il tifo – non il teppismo, la scelta di campo strumentale, la sostituzione di qualcosa che manca, et similia – il tifo, dicevo, è scommettere le proprie emozioni incondizionatamente. Poi, è risaputo, si vince o si perde.
Se vale la premessa che le emozioni sono le uniche cose che veramente ci appartengono, si comprende ciò che viene messo sul piatto della giocata.
Ecco perché un minimo di rispetto non guasterebbe.

*perché capace di cambiare template più volte al giorno
**chiedere al blogger le spiegazioni del caso

Sapete quando dovete ridurre la pressione intestinale, quando non potete farne a meno anche se vorreste (dovreste) continuare a fare quello che state facendo? Ecco, questo è uno di quei momenti.

Si dice che un bambino non è un “prodotto” che si acquista. Un concetto che non può non trovarci d’accordo, nell’immediatezza.
Tuttavia, se penso che la nascita degli individui avviene nello spazio economico delimitato dai due estremi conosciuti, “facciamo bambini perché ce li possiamo permettere” e “facciamo più bambini possibile affinché qualcuno possa sopravvivere”, finisce che la dignità dell’individuo che ci sta tanto a cuore venga un po’ ridimensionata.
Quindi rimango per il momento convinto del fatto che, scontato l’arbitrio inevitabile che consiste nella decisione di mettere al mondo un altro essere umano, la differenza la faccia sempre come lo tratteremo dopo la nascita. Come ci si arrivi, al natale, ammesso e non concesso che non sussistano altre e determinanti controindicazioni, è un elemento di secondaria importanza.

Ho capito poco fa da dove hanno avuto origine i miei pregiudizi sui musulmani, in fatto di donne-sesso-eccetera. Non volevo tornare ancora sull’argomento – che, in verità, incomincia un po’ a uscirmi dalle orecchie – ma l’esperienza odierna richiede una deroga alle intenzioni.

Stavo scorrendo l’articolo che riporta la notizia dell’occultamento delle statue nude in occasione della visita del boss iraniano, quando bang! è emerso dai meandri della mente un lontano ricordo, risalente al periodo delle medie.
Erano giorni in cui una delle professoresse, in uno dei rarissimi casi di malattia (c’avevano una salute di ferro, le tipe), fu sostituita dalla supplente di turno.
Non potendo impegnarsi appieno nel programma che stavamo seguendo, la sostituta dedicò un po’ di tempo a raccontarci la sua esperienza di maestra in Nord Africa (adesso non ricordo se in uno dei paesi del Maghreb o in Egitto; ma credo che ciò sia irrilevante).
In mezzo a una serie di situazioni aneddotiche, tra cui la velocità con cui si potevano lavare ed asciugare i lunghi teli in cui parte della popolazione si avvolgeva, ce ne fu una che scatenò l’ilarità generale e, in alcuni (tra cui il sottoscritto), un moto di scetticismo.
L’insegnante ci raccontò come in un cinema, in cui si programmavano vecchi e castigatissimi film occidentali, si utilizzasse un fondale di cemento anziché di telo forato; la ragione della scelta – ci disse – non era per via del fatto che il luogo si trovava all’aperto, piuttosto che al riparo, ma era dovuta al temperamento degli uomini, che di fronte a scene di semplici baci si gettavano letteralmente contro l’immagine proiettata, tutti eccitati.

Eh, non è affascinante come funziona la mente?
Il problema è che adesso dovrà lavorare per rivedere, su certi argomenti, le mie posizioni, sicuramente condizionate per via subliminale da un racconto a cui stento ancora adesso a credere.
O invece, anche alla luce dei risvolti della visita di stato, è arrivato il momento di accantonare le perplessità una volta per tutte?

«(…) Il grande problema culturale europeo è un altro: il non credere a nulla. Che spesso è premessa del credere nelle peggiori utopie. (…)»

«(…)In assenza di Dio, che gli manca sin da quando è nato, il giovane ateo, futuro jihadista, cerca un senso all’ordine, naturale e sociale, che vede attorno a sé. Evidentemente non gli basta la risposta “è frutto del caso”.(…)»

Li trovate qui.

Ma a voi, cosa vi fa ridere?

V


«Ero felice!
Io e la mia ragazza eravamo fidanzati da un anno intero e finalmente avevamo deciso di sposarci. I miei genitori ci aiutavano in tutti i modi, gli amici ci incoraggiavano, e la mia ragazza… Beh, lei era uno schianto! C”era solo una cosa che mi preoccupava, e molto: sua sorella minore. La mia futura cognata aveva vent”anni, portava minigonne e magliette attillate e ad ogni occasione si chinava quando era davanti a me, mostrandomi le mutandine. Lo faceva sicuramente apposta, non capitava mai davanti ad altri. Un giorno la sorellina mi chiamò e mi chiese di andare da lei a darle una mano a controllare gli inviti di nozze. Era sola quando arrivai. Mi sussurrò che di lì a poco sarei stato sposato e che lei provava per me dei sentimenti e un desiderio ai quali non poteva e non voleva resistere. Mi disse che avrebbe voluto far l’amore con me almeno una volta prima che io sposassi  sua sorella. Ero totalmente scioccato, non riuscivo a spiccicar parola. Lei disse: ”Ora vado al piano di sopra, nella mia camera da letto. Se te la senti, vieni su con me e io sarò tua!”
Ero stupefatto, bloccato dallo stupore, mentre la vedevo salire lentamente le scale. Quando raggiunse il piano superiore, si voltò, si sfilò le mutandine e me le lanciò contro. Rimasi là per un momento, poi presi la mia decisione: mi voltai e andai dritto alla porta d”ingresso, l’aprii ed uscii andando dritto verso la mia macchina. 
Il mio futuro suocero erà là che mi aspettava. Con le lacrime agli occhi, mi abbracciò e mi disse: “Siamo felici che tu abbia superato la nostra piccola prova! Non potevamo sperare in un marito migliore per nostra figlia. Benvenuto nella nostra famiglia!” La morale di questa storia? Conservate sempre i preservativi in macchina!» (trovato qui)

In questo racconto si intuisce una metamorale decisamente più seri(os)a, cioè che è spesso la combinazione di eventi accidentali a farci apparire migliori o peggiori di quello che siamo in realtà.
E scusate se è poco.

Da una ricerca effettuata su bambini cresciuti in famiglie omosessuali risulta che questi soffrono di problemi psicologici superiori a quelli allevati in famiglie eterosessuali. Non intendo qui, adesso, affrontare l’argomento – sul quale dico solo che, se i risultati verranno confermati, l’evenienza dovrà essere tenuta nella giusta considerazione -, ma desidero soffermarmi su quanto afferma un commentatore di un forum del Corriere.it che accoglie con favore le conclusioni dello studio. In chiusura di commento si legge (neretto mio):

L’articolo dovrebbe essere portato,a conoscenza di quei magistrati che hanno sentenziato in modo opposto.
 Certo viviamo i[n] tempi difficili , nei quali e’ necessario “dimostrare” scientificamente che l’erba è verde e il cielo azzurro e non viceversa!

Si metta pure da parte l’errore veniale sul colore (uno scienziato difficilmente ammetterà l’esistenza dei colori come comunemente li intendiamo); ci si concentri invece su quanto la frase dà ad intendere, cioè che dobbiamo fidarci dei nostri sensi e delle nostre istintive deduzioni basate sull’“evidenza”, e che la Scienza in certi frangenti è superflua.

Evidentemente, il sig. Beppez, l’autore del commento, quando guarda il cielo sereno durante le ore del giorno, percepisce che è la Terra a girare intorno al Sole, e non viceversa.

Messi da parte per un attimo l’indecoroso svarione e la cialtroneria (in particolare se non viene ammesso l’errore madornale e non vengono fatte le doverose scuse ai lettori)*, mi domando perché non sia nato il sospetto che qualcosa non andava, nella mente di chi ha inconsapevolmente inventato che in Malaysia una pubblicità invitava a “bruciare la colf indonesiana”, al fine di sostituirla con un aspirapolvere nuovo.
Possibile che niente sia suonato strano, inverosimile, nelle informazioni ricevute (e male interpretate), anche tenendo in considerazione uno sfondo sociale di frequenti soprusi più o meno gravi?
Posso ipotizzare due cause della mancata attivazione di un campanello d’allarme: l’ansia di trovare ghiotte occasioni per dipingere come mostri gli islamici (cosa non necessaria, perché la mostruosità di alcuni musulmani è autoevidente) e la convinzione latente che determinati gruppi sociali o popoli siano composti da esseri umani meno umani di altri.
È vero che la realtà sa superare l’immaginazione e che a volte ci si stupisce a sproposito, ma ditemi: commetto peccato, se penso che è la seconda che ho detto?

*aggiornamento: errore evidenziato e scuse presentate.

Banksy YTT

Death to smiley

Ehi, moderiamo gli emoticon!

STO LEGGENDO

LINFA CHE SCORRE

E SI SAPPIA CHE

HANNO DETTO

«Nessuno merita d'esser lodato per la sua bontà se non abbia la forza d'essere cattivo: ogni altra bontà non è il più delle volte che una pigrizia o un'impotenza della volontà.»
(François de La Rochefoucauld)

«I'm not insane. My mother had me tested.»
(Sheldon Cooper)

«Preferisco leggere o vedere un film piuttosto che vivere... nella vita non c'è una trama.»
(Groucho Marx)

«Reality is that which, when you stop believing in it, doesn’t go away.»
(Philip K. Dick)

«Quando una persona soffre di un'illusione parliamo di pazzia, ma quando ciò accade a molte persone parliamo di religione.»
(Robert Pirsig)

«È un errore capitale teorizzare prima di avere i dati. Senza accorgersene, si comincia a deformare i fatti per adattarli alle teorie, invece di adattare le teorie ai fatti.»
(Arthur Conan Doyle)

«La libertà. Chiunque arrivi, fresco fresco, a darne una definizione innovativa è sicurissimamente uno che te lo vuole mettere nel culo.»
(Erasmo)

«Quando vedo Marilyn Manson mi sento così carogna che ho il pensiero di andare a costituirmi.»
(Banditore)

«Ratzinger: "Dio si dà gratis".
Ma si fa pregare.»

(www.spinoza.it)

«Il palcoscenico del mondo è un teatro e sia gli uomini che le donne non sono altro che attori porno.»
(Mr.Ghirlanda)

Flying Spaghetti Monster

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