Potenziare le competenze di italiano, matematica e scienze dei nostri ragazzi è uno degli obiettivi principali della Buona Scuola renziana. Una prima occasione utile poteva venire dal riordino delle classi di concorso per l’insegnamento nelle scuole secondarie. Poteva essere il momento per definire meglio i requisiti d’accesso alla professione docente: cosa bisogna sapere oggi per insegnare nel modo più proficuo. Invece, a parte l’introduzione di una manciata di nuove materie fra cui l’indispensabile italiano per alunni di lingua straniera, ha finito per tradursi in un’operazione di accorpamento delle classi di concorso (passate da 168 a 116) con il rischio di un annacquamento delle competenze dei docenti. E di conseguenza anche degli alunni, come ha notato il Consiglio di Stato, agitando «il pericolo di una dequotazione della qualità del nostro sistema di formazione superiore».

da Corriere.it