Sapete quando dovete ridurre la pressione intestinale, quando non potete farne a meno anche se vorreste (dovreste) continuare a fare quello che state facendo? Ecco, questo è uno di quei momenti.

Si dice che un bambino non è un “prodotto” che si acquista. Un concetto che non può non trovarci d’accordo, nell’immediatezza.
Tuttavia, se penso che la nascita degli individui avviene nello spazio economico delimitato dai due estremi conosciuti, “facciamo bambini perché ce li possiamo permettere” e “facciamo più bambini possibile affinché qualcuno possa sopravvivere”, finisce che la dignità dell’individuo che ci sta tanto a cuore venga un po’ ridimensionata.
Quindi rimango per il momento convinto del fatto che, scontato l’arbitrio inevitabile che consiste nella decisione di mettere al mondo un altro essere umano, la differenza la faccia sempre come lo tratteremo dopo la nascita. Come ci si arrivi, al natale, ammesso e non concesso che non sussistano altre e determinanti controindicazioni, è un elemento di secondaria importanza.