Ho capito poco fa da dove hanno avuto origine i miei pregiudizi sui musulmani, in fatto di donne-sesso-eccetera. Non volevo tornare ancora sull’argomento – che, in verità, incomincia un po’ a uscirmi dalle orecchie – ma l’esperienza odierna richiede una deroga alle intenzioni.

Stavo scorrendo l’articolo che riporta la notizia dell’occultamento delle statue nude in occasione della visita del boss iraniano, quando bang! è emerso dai meandri della mente un lontano ricordo, risalente al periodo delle medie.
Erano giorni in cui una delle professoresse, in uno dei rarissimi casi di malattia (c’avevano una salute di ferro, le tipe), fu sostituita dalla supplente di turno.
Non potendo impegnarsi appieno nel programma che stavamo seguendo, la sostituta dedicò un po’ di tempo a raccontarci la sua esperienza di maestra in Nord Africa (adesso non ricordo se in uno dei paesi del Maghreb o in Egitto; ma credo che ciò sia irrilevante).
In mezzo a una serie di situazioni aneddotiche, tra cui la velocità con cui si potevano lavare ed asciugare i lunghi teli in cui parte della popolazione si avvolgeva, ce ne fu una che scatenò l’ilarità generale e, in alcuni (tra cui il sottoscritto), un moto di scetticismo.
L’insegnante ci raccontò come in un cinema, in cui si programmavano vecchi e castigatissimi film occidentali, si utilizzasse un fondale di cemento anziché di telo forato; la ragione della scelta – ci disse – non era per via del fatto che il luogo si trovava all’aperto, piuttosto che al riparo, ma era dovuta al temperamento degli uomini, che di fronte a scene di semplici baci si gettavano letteralmente contro l’immagine proiettata, tutti eccitati.

Eh, non è affascinante come funziona la mente?
Il problema è che adesso dovrà lavorare per rivedere, su certi argomenti, le mie posizioni, sicuramente condizionate per via subliminale da un racconto a cui stento ancora adesso a credere.
O invece, anche alla luce dei risvolti della visita di stato, è arrivato il momento di accantonare le perplessità una volta per tutte?

Annunci