Non ho letto il testo integrale di Alessandro Di Battista che ha innescato in questi giorni una serie di reazioni indignate, quindi, non entro nel merito della polemica; tuttavia mi è capitato sotto mano il passaggio in cui c’è il tanto criticato accenno a pratiche terroristiche:

«(…) E’ triste ma è una realtà. Se a bombardare il mio villaggio è un aereo telecomandato a distanza io ho una sola strada per difendermi a parte le tecniche nonviolente che sono le migliori: caricarmi di esplosivo e farmi saltare in aria in una metropolitana (…)» (grassetto mio)

Ecco, mi piacerebbe sapere cosa si intende per “tecniche nonviolente”, e in cosa consista nello specifico la loro presunta efficacia (sono le migliori, dice) per difendersi da chi ti sta massacrando di botte (ti bombarda).