A me, i miei figli, sono sempre stati un po’ sul cazzo; soprattutto il secondo, che nei primissimi anni di vita era un rompicoglioni al cubo, giorno e notte. Ma anche il primo, che a cinque anni mi ha vomitato sui sedili della macchina appena ritirata dal concessionario, non scherzava.
E adesso, che son cresciuti, che sono più alti e più piazzati di me, li sopporto ancora meno. Perché? Molto semplice: perché finché erano piccini potevo sfogarmi su di loro come se fossero dei sacchi d’allenamento, quando avevo le palle di traverso, mentre adesso non me lo posso più permettere.
Adesso reagiscono, i bastardi.
Sì, bastardi e cattivi.