Un soldato, per poter svolgere con efficienza il proprio compito, deve sottoporsi a un addestramento specifico. Le ragioni di tale necessità – oltre a quelle meramente tecniche – sono legate, ovviamente, al timore di essere uccisi e alla riluttanza (piuttosto comune tra gli uomini) ad uccidere un proprio simile. In entrambi i casi, l’esercizio, la ripetizione dei gesti contribuiscono a mettere a punto meccanismi di reazione il più possibile istintivi, periferici, che da una parte contengano gli effetti della paura (la quale può impedire di svolgere, in tempi accettabili o del tutto, azioni estremamente elementari) e dall’altra assopiscano gli eventuali scrupoli di fronte allo sguardo umano del nemico, grazie a un’opera costante di spersonalizzazione dell’obbiettivo.
Pure io, in questi giorni, mi sto esercitando: utilizzo una serie di facsimili delle schede elettorali alle quali appongo ripetutamente una croce. Finora le cose sono andate piuttosto bene, perché per il momento ho utilizzato solo copie neutre, senza simboli. Vedremo cosa succederà sabato – ma credo che ne uscirò decorosamente – giornata in cui il programma di training prevede bersagli con i marchi delle liste. Evito di azzardare previsioni di sorta per il giorno delle votazioni: non si può mai avere la certezza delle nostre azioni, in certi momenti.