Invocando la mamma, Alda D’Eusanio, con la delicatezza del proverbiale elefante in un negozio di cristallerie e la lucidità intellettuale di un orso in calore, dice la sua sulle condizioni psico-fisiche che mai vorrebbe affrontare al risveglio da uno stato di coma prolungato per svariati anni.
E scontenta tutti.
Ma proprio tutti. Anche il sottoscritto, per il quale è lecito pensare e affermare che la (propria) vita non sia da vivere a qualsiasi costo.
Come ritrovarsi nei panni della D’Eusanio medesima, ad esempio.