– Ehi, lei, non si vergogna?
– (spegnendo il tagliaerba) Dice a me?
– Sì, dico a lei! Non si vergogna?
– Vergogna di che, scusi?
– Di fare quello che sta facendo, su questo prato che dà sulla strada.
– Perché, cosa sto facendo di male?
– Senta, non faccia il furbo con me. Dai nomi sulla targhetta del citofono si capisce che è sposato, e sappiamo benissimo cosa sta facendo!
– Sì, sono sposato. Ma che c’entra? Sto solo tagliando l’erba.
– Aaah, sta solo tagliando l’erba…
– Esatto, taglio l’erba.
– E perché la sta tagliando?
– Che domande!, perché è alta.
– Mmm, questo prato non è così evidentemente cresciuto al punto da richiedere un taglio.
– (guardandosi intorno) Beh, sì, effettivamente…
– Però lo fa.
– Sì.
– E perché lo fa?
– (con tono complice) Eh, questa domanda dovrebbe farla a mia moglie.
– No no, la faccio a lei, la domanda. E rispondo pure: lei taglia l’erba perché altrimenti la sua dolce metà brontola e le mette il muso.
– Beh, più o meno.
– E se sua moglie le mette il muso, cosa succede stasera, che è sabato e domattina si può dormire?
– Succede che… succede…
– Non si disturbi, glielo dico io: succede che lei rischia di andare in bianco, questa settimana. Giusto?
– …
– Giusto???
– Sì… giusto.
– E io qua la volevo. Quindi, lei taglia l’erba del prato che dà sulla strada, il sabato pomeriggio inoltrato, per predisporre sua moglie al coito. Si rende conto che, così facendo, lei mette in atto dei preliminari sessuali davanti a tutti?
– Oh, cacchio, è vero!
– Vivaddio, ha capito, finalmente.
– Sì, sì, allora, sa che faccio? Vado subito da mia moglie e le dico che deve darmela prima che io tagli il prato, altrimenti ci becchiamo una bella denuncia.
– Ecco, vada, da bravo. Ma mi raccomando, non mi cada sui fondamentali: prima di rientrare in casa, si tolga gli stivali.