Il grafico impaginatore non è l’unico a spezzare la propria routine, in certe particolari e drammatiche occasioni.
Generalmente, infatti, determinati eventi condizionano anche un gran numero di persone, animando in loro quei sentimenti improvvisi, quali la compassione e la solidarietà per i più sfortunati, che la peggior casistica di morti al giorno sulle nostre strade non riesce a stimolare.
Naturalmente, visto sotto un profilo esclusivamente utilitaristico, questo è un bene, perché altrimenti saremmo costretti a un lutto emozionale costante, con tutti i problemi che ne deriverebbero.
Tuttavia, le risposte differenziate che vengono date a seconda della quotidianità o della eccezionalità di fatti dolorosi, pongono alcuni importanti interrogativi sui meccanismi delle nostre reazioni emotive e sulla effettiva caratura delle nostre interazioni morali; soprattutto, dovrebbero ispirarci una consapevole prudenza, nei momenti in cui il gruppo sociale a cui apparteniamo si aspetta – direttamente o indirettamente – una manifestazione pubblica del nostro coinvolgimento. Diversamente, cioè non adottando tale cautela, le probabilità di far ricorso all’ipocrisia aumentano sensibilmente.

NOTA A MARGINE
Si possono leggere interessanti considerazioni, qui. Ovviamente, sono tali solo se le si inserisce in un quadro di gioco e di divertimento tra blogger. Se, invece, poggiano sulla più pura serietà, sarebbero solo l’ennesima conferma che non esiste cultura (o titolo di studio) che possa porre rimedio a una connaturata stupidità.
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