Grazie all’imperscrutabilità della Rete, sono giunto a questo post, che ho la vaga impressione non sia ironico (naturalmente, l’indecisione è dovuta alla mia proverbiale durezza di comprendonio). Comunque stiano le cose, quanto dirò in seguito parte dal presupposto che il testo dell’articolo sia, appunto, lineare.

L’argomento, che non è una novità, è la contraccezione e viene affrontato dall’autore in risposta a una domanda, con lo scopo di stabilire cosa è bene e cosa è male e analizzando “in profondità le cose, [per] capire davvero “cosa c’è dietro”, [per] esserne coscienti.”
Devo dire subito che questo mi pare teoricamente un approccio assolutamente condivisibile e che in linea di massima, adottandolo, si può arrivare a individuare ragionevolmente e con discreta approssimazione quali siano situazioni buone e quali cattive.
Tuttavia, per evitare il responso “troppo moralistico”, tanto buon metodo e tanta buona predisposizione alla ricerca rappresentano un esercizio utile solo alle apparenze, se chi si mette all’opera ha già una sua “Verità”.
Un indizio che sia questo il caso, e che alla prima lettura mi era sfuggito, lo si può trovare già nell’incipit:“[Industria Chimica, con i tuoi metodi contraccettivi, d]a tempo ormai hai invaso il campo dell’intimità e dell’amore.” Ebbene, la scelta del verbo “invadere” è sintomatica, perché ha una sostanziale connotazione negativa (le auto hanno invaso le città, gli extracomunitari invadono il Paese, ecc.); chi, per esempio, ce l’avesse con i frigoriferi direbbe che “hanno invaso le nostre case”, non che “sono diffusi nelle nostre case”.
Ma più delle sfumature linguistiche o – se vogliamo – delle sensazioni, valgono i contenuti, che destano parecchia perplessità. Infatti, se seguirete il link, potrete leggere una serie di considerazioni che vanno da sottintese e discutibili idee di “naturalità” alle persone plagiate, dai pifferai magici agli irresponsabili, dal complottismo (“piani e disegni che non conosciamo”) alle persone sprovvedute e ingenue che non sanno quello che fanno, dalla falsa euforia del momento al baratro della schiavitù.
 Per non parlare poi dell’amore – vade retro! – “mordi e fuggi”.
Insomma, un sereno giudizio su di una sorta di Sodoma e Gomorra light.

I toni della profonda analisi sembrano escludere la possibilità che il contraccettivo,  a cui l’uomo ambisce da molto prima che esistessero i pifferai magici dell’Industria Chimica, sia solo il semplice mezzo per evitare di fare figli (perché non se ne vogliono o perché quelli che già ci sono bastano). L’anticoncezionale, invece, sarebbe il discrimine tra l’individuo responsabile – che sa cos’è la “vera libertà” – e quello che non lo è; è il confine oltre il quale incontriamo opportunismo, falsa emancipazione e il rifiuto di “assumersi la responsabilità” delle proprie azioni.
Grazie, ma non era il caso ti trovare un pretesto nel goldone: già si sapeva che scopare è peccato.

Risultato: l’uomo, che è consapevole del nesso che esiste tra coito e nascita di un nuovo individuo, e che per tante altre importanti ragioni e necessità ha il compito di dimostrare di essere diverso dalla bestia, deve accoppiarsi alle stesse condizioni degli animali (la Verità sta nei paradossi, si vede).

Tuttavia, non sono quello che ignora i pericoli: essi sono reali e questo va ammesso, perché è vero che il sesso può far perdere la testa.
Non soltanto agli infoiati, però.

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