“L’uomo ha bisogno di sentirsi importante. Ha bisogno di dare un senso alla propria esistenza, per  dimenticare di essere schiacciato dalla leggerezza di quell’infinitesimale pulviscolo di Universo che egli è.
Ha bisogno di Miti, di Storia, di Gesta.
E di Prove.
Così si affanna per giustificare la propria vita misurandosi – prima col proprio simile, poi con l’intangibile disegno del Destino -, nella speranza vana che questo possa affrancarlo dalla natura caduca che lo affligge.
“La guerra è bella anche se fa male”, recitano i versi di una famosa canzone, perché l’Estremo è l’habitat del nostro valore, reale o presunto che sia.
È doloroso, ma serve. Meglio: ci serve.
Molti nemici, molto onore. Sofferenza e resilienza. Immanenza e trascendenza.
Al di sotto di questo c’è solo clorofilla.
Quindi, papà, chiamami quando mette giù almeno sessanta centimetri di neve, che dieci sono troppo pochi.”

Ecco, stamattina, cosa avrei voluto sentirmi dire da mio figlio (che mi supera per stazza e statura), quando l’ho svegliato chiedendogli se andava a spalare il vialetto. Invece, lui: «Non c’ho voglia.», ha detto. E s’è girato dall’altra parte.

La fortuna vuole che dieci centimetri di neve, per me, oramai valgono sessanta.

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