Le ormai famigerate vuvuzela sono l’ultimo subdolo stratagemma della lobby gay, la quale non si lascia sfuggire le potenzialità mediatiche di una vetrina planetaria – come l’edizione della Coppa del mondo di calcio -, per “normalizzare” ulteriormente i rapporti contro natura, nell’ambito di un complotto ordito su scala mondiale.
Il frastuono senza soluzione di continuità di tali strumenti, infatti, spesso impedisce al giocatore, che sta portando o ricevendo la palla, di sentire il classico avvertimento dei compagni, “uomo!”, quando un avversario, abilmente e maliziosamente, arriva alle spalle.
Risultato? L’atleta, davanti a milioni di spettatori, se lo prende in quel posto.

Quando i vostri figli maschi vi presenteranno il loro fidanzatino, non venitemi a dirmi che non ve lo avevo fatto notare.

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