[Devo ammettere che ho avuto grosse difficoltà a trovare il modo di iniziare questo post, soprattutto se pensate che le prime e uniche parole che mi venivano in mente erano “arrivederci e grazie!”
Davanti alla tela bianca, allora, mi sono ricordato di mio nonno, il quale era solito dirmi: “Il cavallo, il cavallo è la chiave di tutto.” Ovviamente, ciò non è stato di grande aiuto; però bisogna dire che mio nonno è morto prima dell’avvento di Internet, era impossibile che sapesse che cos’è un post, e mica potevo pretendere un granché, dalle di lui memorie.
Così mi son detto: niente preliminari, andiamo subito alla sostanza.]

In questo luogo si fa spesso riferimento al sesso e, soprattutto, al sesso solitario (d’altro canto, sopra il nome del blog, l’esergo parla chiaro: chi si sorprende di questo, dovrebbe stupirsi anche del fatto che il macellaio vende bistecche).
Tuttavia, non è detto che fare riferimento al sesso voglia dire parlare di quello. È possibile, infatti, che l’uso del sesso nel discorrere sia solo un mezzo e non l’oggetto dell’attenzione. Per quel che riguarda il complesso di questo blog, al netto delle uscite esclusivamente goliardiche, potremmo dire che esso è frequentemente poco più di un pretesto e, addirittura, un esercizio di pudore. Se mi è consentito un esempio paradossale, da queste parti, tirare in ballo il sesso è paragonabile alla rivista pornografica acquistata in edicola, che nasconde Science o Darwin da occhi indiscreti, tanto è l’imbarazzo che si prova, a volte, nell’abbozzare considerazioni vagamente… culturali.
Comunque sia, desidero fare ammenda e mi autodenuncio per abuso della monotematicità (sic).
Ed è per questo che, a mia parziale discolpa (casomai ce ne fosse davvero il bisogno) e per dimostrare che questo blog non ha mancato di occuparsi di tematiche di un certo spessore, riporto qui una selezione di brevi scritti già pubblicati. Testi dai quali sensibilità, coinvolgimento, empatia e apprensione per le dolorose vicende umane sgorgano prepotentemente. Oserei dire, come il greggio che scaturisce dalla falla nel Golfo del Messico, in questi giorni.
La collezione che segue è tratta dalle “Prove tecniche di cinismo”.

  1. Clandestini su carrette galleggianti custodiscono pochi effetti personali in sacchetti di plastica, responsabili di gravi danni all’habitat marino, in caso di naufragio.
  2. Un pomeriggio passato in auto, incolonnato nel traffico, sotto la pioggia; infine, quasi alle dieci di sera, la coda in autostrada a causa di un pauroso incidente.
    È incredibile come la gente faccia di tutto per privarti del diritto a lamentarti di una giornata stressante.
  3. In paese, questa mattina all’alba, le campane hanno suonato a morto svegliando tutti tranne il diretto interessato.
  4. È inopportuno trasmettere un servizio sul calendario della velina di turno dopo uno su disabili e disservizi statali. L’indignazione impedisce di godersi culo e tette come si deve.
  5. Ho fatto visita a un conoscente in ospedale. Egli è ricoverato nel reparto oncologico dove il distributore delle bibite è difettoso e mi ha fregato la bellezza di due euro.
  6. In diverse situazioni mi sono ritrovato a considerare il suicidio una valida opportunità, ma mai una volta che sia riuscito a convincere un rompicoglioni ad avvalersene.
  7. Mi sovviene che dovrei avere almeno una sgargiante camicia hawaiana solo quando devo vestirmi per andare a un funerale.
  8. Niente post, oggi. Ne stavo scrivendo uno che, ho deciso, non vedrà mai la luce. Era sull’aborto e stava venendo male.

A questo punto, sarei quasi tentato di aggiungere una prova tecnica inedita e inaudita, ma non vorrei apparire eccessivamente sentimentale. Quindi, la tengo in serbo per la prossima volta, quando sentirò il bisogno di versare una lacrimuccia.

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