Quest’anno, un po’ per evitare imbrattature inutili e un po’ per rinunciare a causare sofferenze ad altri esseri viventi, ho adottato un sistema per scacciare (non schiacciare!) le mosche da casa. La dinamica è semplice: attendo che si posino da qualche parte, mi avvicino con cautela e le afferro al volo quando tentano il decollo per sfuggire alla mia presa; poi, porto la mano all’orecchio per assicurarmi del buon esito del gesto, apro la zanzariera e, oplà, il gioco è fatto.
Diciamo che fin qui va tutto bene. Il problema, dannazione, è che durante la bella stagione si fanno anche i barbeque e si mangia all’aperto, e mi tocca risbatterle dentro.

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