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- Maestro, dobbiamo sempre censurare i comportamenti violenti?
- Sempre, figliolo, quando ci fa comodo.
- Maestro, so che è davvero molto tardi, però… mi parli ancora di Dio.
- Ti dirò una cosa, figliuolo: per essere uno che non esiste, è sorprendente come riesca sempre a trovare il modo di romperti i coglioni.
- Maestro, ho sognato che ero un naufrago su di una piccola isola sperduta. Avevo solo la mia etica con me e nemmeno qualche essere umano da usare non come mezzo ma come fine per appagarla.
- Figliolo, devi imparare a mangiare leggero, la sera.
- Maestro, lei mi percuote spesso e duramente con la frusta uncinata. Non sono un allievo meritevole?
- Tutt’altro, sei uno dei migliori e promettenti discepoli che io abbia mai avuto.
- Allora, Maestro, perché infierisce sulle mie giovani carni?
- Figliuolo, non s’impara a distinguere il vero dal falso da chi ci dimostra amore.
- Tutto qui, Maestro?
- Certo che no. E il divertimento non ce lo mettiamo?
- Maestro, un uomo che lavorava nei giorni di festa, l’ho ucciso in nome di Dio.
- Figliolo, ometterei il secondo dettaglio: ci sono aggravanti per i futili motivi.
- Maestro, quando potrò sentirmi finalmente un uomo libero?
- Figliuolo, appena avrai finito di lavarmi i piatti e di ramazzare la stanza.


LINFA CHE SCORRE