Il rutilante mondo dei blog, a volte, ci travolge. Succede che si dicano cose di cui poi ci si pente o capita di cadere rovinosamente in colpevoli omissioni.
Perciò colgo l’occasione, in questo momento quanto mai opportuno, per chiedere solennemente scusa ai lettori e all’umanità intera.
Ma – direte voi -, cosa va cianciando, costui? di che momento parla?
Mi riferisco alla scoperta, questa mattina, di una mia tremenda mancanza: non aver pubblicato la soluzione di una crittografia mnemonica dell’estate scorsa che nessuno aveva risolto e che si è persa solinga all’orizzonte, senza che fosse soddisfatta.
La propongo nuovamente, nel caso che qualcuno tra le decine di nuovi appassionati de “Ilfinegiustificailme” volesse tentare di far luce sul mistero: a fine giornata ne svelerò comunque la soluzione.

Pari opportunità

(5, 3, 5, 6, 1, 6, 7)
Campionesse di tennis

In più, per farmi perdonare (se ciò è mai possibile), aggiungo una nuova crittografia, forgiata espressamente per iniziare il percorso catartico.
Non so se, nell’ambiente dell’enigmistica, essa possa essere ammessa, ma ritengo che sia dotata di un discreto fascino.
Quindi, ecco a voi una crittografia con cambio di vocali.

Grave sbadataggine

(11, 6)
Aborto

Buona giornata a tutti.

Il grafico impaginatore non è l’unico a spezzare la propria routine, in certe particolari e drammatiche occasioni.
Generalmente, infatti, determinati eventi condizionano anche un gran numero di persone, animando in loro quei sentimenti improvvisi, quali la compassione e la solidarietà per i più sfortunati, che la peggior casistica di morti al giorno sulle nostre strade non riesce a stimolare.
Naturalmente, visto sotto un profilo esclusivamente utilitaristico, questo è un bene, perché altrimenti saremmo costretti a un lutto emozionale costante, con tutti i problemi che ne deriverebbero.
Tuttavia, le risposte differenziate che vengono date a seconda della quotidianità o della eccezionalità di fatti dolorosi, pongono alcuni importanti interrogativi sui meccanismi delle nostre reazioni emotive e sulla effettiva caratura delle nostre interazioni morali; soprattutto, dovrebbero ispirarci una consapevole prudenza, nei momenti in cui il gruppo sociale a cui apparteniamo si aspetta – direttamente o indirettamente – una manifestazione pubblica del nostro coinvolgimento. Diversamente, cioè non adottando tale cautela, le probabilità di far ricorso all’ipocrisia aumentano sensibilmente.

NOTA A MARGINE
Si possono leggere interessanti considerazioni, qui. Ovviamente, sono tali solo se le si inserisce in un quadro di gioco e di divertimento tra blogger. Se, invece, poggiano sulla più pura serietà, sarebbero solo l’ennesima conferma che non esiste cultura (o titolo di studio) che possa porre rimedio a una connaturata stupidità.

Argomento già trattato su Il Cannocchiale,
che immagino sia rimasto nel cuore di molti. Lo ripropongo.
Parliamone, se volete, anche se credo che le parole siano superflue.

La moglie del comandante dice che suo marito “non è un mostro“.
Se proprio devo essere sincero, pensando all’etimologia del termine, mi augurerei che lo fosse davvero.
Purtroppo, temo che all’origine del disastro (vedremo se quanto sentito finora sarà confermato) ci sia una diffusa – e tutt’altro che straordinaria, in Italia – carenza di competenza e professionalità.
Giudizio troppo severo e pessimistico? Beh, auguriamoci che lo sia.

Non essere mai riuscito a lasciare una donna, perché sono sempre state le donne a lasciare me, non l’ho mai vissuto come un problema. E allora perché mia moglie se la sta prendendo così dannatamente comoda?

Una delle doti principali che le donne apprezzano in un uomo è la risolutezza. Tuttavia, questo non vale granché se siete determinati a diventare campioni di Call of Duty.

Dopo più di vent’anni senza alcun contatto, navigando su Facebook, ho ritrovato una ex che frequentavo al liceo. Nelle info, tutto nella norma: studio, lavoro, interessi, stato civile… Quello che non capisco è il perché abbia messo in alto a sinistra la foto di sua madre.

Bellissimo banner/copertina del Corriere della Sera.it, semplice ma di una capacità evocativa notevole. Complimenti al grafico che l’ha realizzato.
Magari, chissà, l’evento drammaticamente eccezionale (che, nel risvolto delle perdite umane, è straordinario solo per le modalità con cui è avvenuto) gli ha dato l’opportunità e lo spazio per esprimersi; spezzando un po’ la routine, costituita dalle solite foto di politici, scioperi, indici borsistici, calciatori e belle gnocche, da inserire negli articoli.

Visto l’enorme successo che il cinismo riscuote da questa parti, ripropongo una collezione di classici. Ecco, quindi, un mio modesto cadeau con cui allietare il weekend di famiglia e amici.

Clandestini su carrette galleggianti custodiscono pochi effetti personali
in sacchetti di plastica, che sono responsabili di gravi danni all’habitat marino,
in caso di naufragio.
In paese, questa mattina all’alba, le campane hanno suonato a morto,
svegliando tutti tranne il diretto interessato.
Ho fatto visita a un conoscente in ospedale.
Egli è ricoverato nel reparto oncologico dove il distributore delle bibite è difettoso
e mi ha fregato la bellezza di due euro.
In diverse situazioni mi sono ritrovato a considerare il suicidio una valida opportunità,
ma mai una volta che sia riuscito a convincere un rompicoglioni ad avvalersene.
Mi sovviene che dovrei avere almeno una sgargiante camicia hawaiana
solo quando devo vestirmi per andare a un funerale.
Serve sicuramente una legge che obblighi i figli ad uscire di casa a 18 anni.
Per toglierseli di mezzo definitivamente,
comprar loro un’auto dalle prestazioni brillanti mica funziona sempre.
Niente post, oggi. Ne stavo scrivendo uno che, ho deciso, non vedrà mai la luce.
Era sull’aborto e stava venendo male.

Può un calcio negli stinchi farci urlare come se qualcuno ci avesse staccato una mano a colpi di accetta? Certo che può, perché la capacità di ciascuno di noi di sopportare il dolore è differente.
Io, ad esempio, arrivo a certi picchi di lacerante disperazione solo assistendo a scene come questa.

La tragedia del mare di questi giorni sarebbe un’ottima occasione per una fresca ptc (prova tecnica di cinismo), ma questa volta davvero non me la sento.
Troppo è lo sconforto, troppo il dispiacere, per la volontà espressa dai miei famigliari di non partecipare alla crociera prevista per questa estate e che sarò costretto a farmi da solo.
Senza considerare che al ristorante non avrò la forza di ordinare un piatto di spaghetti allo scoglio per un bel pezzo.

NOTA
Qui si commenta questo post. Tranquilli, se pensate che sia una sorta di allucinazione, non preoccupatevi: non lo è.
Tuttavia, bisogna essere comprensivi. L’autore è una persona sensibile e, probabilmente, come accade a uno dei personaggi di Woody Allen, dopo aver assistito alle immagini del disastro trasmesse dal tg, non è riuscito a finire di mangiare la seconda porzione di trippa, per l’emozione.

NOTA n°2
Il carteggio a distanza ha un seguito (sempre qui) e, devo dire, che siamo di fronte a qualcosa di scandaloso. Come è possibile avere il benché minimo coraggio di considerare la penna di W. Allen capace di “battutine idiote”? Non c’è più religione, signori miei, non c’è più religione!

NOTA n°3
La faccenda sta assumento toni intriganti: si fa timidamente vivo, perché latente in ognuno di noi e pronto a saltar fuori all’occasione giusta, il complottismo. Secondo voci di corridoio, io avrei aggiunto apposta le postille al post per chiedere soccorso a un gruppo estraneo alla vicenda (sempre qui), e non – come in realtà è – per dare occasione a qualsiasi lettore di apprezzare le reazioni che i post “cinici” possono causare. Tra l’altro, io avrei invocato un aiuto (che considererei un insulto) a persone aggiornate sulla vicenda in tempo reale, perché osservatori silenti del mio e del linkato blog, e che non avrebbero avuto bisogno di alcuna imbeccata da parte mia, per intervenire. Quindi, non sorprendetevi della difficoltà dimostrata nel comprendere la reale sostanza di certi miei esercizi (perdonate il termine) letterari, e siate clementi nel giudicare.

POST SCRIPTUM
Tuttavia, facendo mio l’adagio che suggerisce di non buttare il bambino con l’acqua sporca, tolgo qualsiasi riferimento specifico all’evento nefasto, per ridurre ancor di più, se mai possibile, le probabilità che un parente di chi è rimasto ucciso nella disgrazia giunga su questo blog. Naturalmente, non è mia intenzione infierire (ma che lo dico a fare?!?), seppur involontariamente, su chi vive determinati stati d’animo.

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Death to smiley

Ehi, moderiamo gli emoticon!

HANNO DETTO

«Nessuno merita d'esser lodato per la sua bontà se non abbia la forza d'essere cattivo: ogni altra bontà non è il più delle volte che una pigrizia o un'impotenza della volontà.»
(François de La Rochefoucauld)

«I'm not insane. My mother had me tested.»
(Sheldon Cooper)

«Preferisco leggere o vedere un film piuttosto che vivere... nella vita non c'è una trama.»
(Groucho Marx)

«Reality is that which, when you stop believing in it, doesn’t go away.»
(Philip K. Dick)

«Quando una persona soffre di un'illusione parliamo di pazzia, ma quando ciò accade a molte persone parliamo di religione.»
(Robert Pirsig)

«La libertà. Chiunque arrivi, fresco fresco, a darne una definizione innovativa è sicurissimamente uno che te lo vuole mettere nel culo.»
(Erasmo)

«È un errore capitale teorizzare prima di avere i dati. Senza accorgersene, si comincia a deformare i fatti per adattarli alle teorie, invece di adattare le teorie ai fatti.»
(Arthur Conan Doyle)

«Ratzinger: "Dio si dà gratis".
Ma si fa pregare.»

(www.spinoza.it)

«Il palcoscenico del mondo è un teatro e sia gli uomini che le donne non sono altro che attori porno.»
(Mr.Ghirlanda)

Flying Spaghetti Monster

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