Ci sono capitato per caso. Lo giuro sul crocifisso.

Avevo già in programma di pubblicare un brano musicale per stimolare in voi, cari e devoti lettori, profondissime riflessioni, nelle quali immergersi durante il weekend.
A questo modestissimo obiettivo si aggiunge anche l’opportunità di segnalare un post (che, sottolineo, non copioincollo ma linko e basta*), dove il gestore accenna al rapporto a distanza tra Frank Zappa e il gruppo Elio e le storie tese.
Buon ascolto e buona lettura dell’articolo, con relativo thread, di cui sopra.

“Lo stato A, lo stato B”, Eelst (testo)

*l’ufficio legale mi ha suggerito di precisarlo.

Anche un gesto può avere una forte carica simbolica.
E alcuni li ritrovi dove meno te li aspetti.

(abbiate fede, cliccate qui)

«Molti dei conflitti e delle atrocità del mondo sono tenuti in piedi dall’illusione di un’identità univoca e senza possibilità di scelta. L’arte di costruire l’odio assume la forma dell’invocazione del potere magico di una determinata identità, spacciata per dominante, che soffoca le altre affiliazioni e può arrivare anche, in una forma adeguatamente bellicosa, a sopraffare qualsiasi simpatia umana o naturale benevolenza di cui possiamo normalmente essere dotati. Il risultato può essere una violenza elementare, artigianale, oppure una violenza e un terrorismo globali, sofisticati.»
(Amartya Sen, Identità e violenza, prefazione)

Condivido profondamente questo passaggio (il professor Sen, appena l’ho messo al corrente, ha potuto finalmente rilassarsi). Ho sempre vissuto con un certo disagio l’idea di appartenenza a un gruppo definito di individui e forse è questa sensazione che mi ha sempre fatto vedere con “sospetto” le manifestazioni di massa: politiche, religiose e sportive. Con molta probabilità, questa mia tendenza mi ha anche impedito di fare esperienze potenzialmente interessanti, come il sesso con più partner contemporaneamente, ma di questo preferisco non parlarne in un altro momento.
Naturalmente l’identità che contraddistingue un gruppo più o meno grande di persone non è portatrice solo di valenze negative, come ben viene specificato in altre parti del libro; pur potendo ricondurre frequentemente le radici della violenza a questioni di “esclusività”, non si può negare che l’identità sia uno stimolo positivo per un gran numero di persone. Purtroppo, dico io, esiste un gruppo – dai contorni non definibili ma dall’identità peculiare – che è trasversale a tutte le altre categorie: le teste di cazzo. Non so se nel libro viene affrontato questo aspetto in tali termini (non ho ancora finito di leggerlo) ma, nel caso, ve lo farò sapere.

Ricordate quel personaggio di Albanese che maledice chi gli ruba lo scooter e, così facendo, gli manda a dire che quello – nonostante il telaio possa essere riverniciato e privato del numero di serie – rimarrà per sempre il suo motorino? Sì?
Beh, mi sa che ha aperto un blog:

“(…) la Chiesa cattolica farà rientrare sempre nelle statistiche gli sbattezzandi [sbattezzati, ndr], considerandoli al pari di credenti non praticanti, poichè il sacramento può essere tolto solo da Dio.”

[Qui la religione rappresenta un elemento accidentale: ritengo che sarebbe difficile instaurare un contatto col sig. Aguado anche affrontando il tema "Coltivare l'orto, in un metro quadrato, sul balcone di casa"]

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“Posso resistere a tutto tranne che alle tentazioni.” (O. Wilde”)

dietrologia5

camiciaforza

A bilanciare il Fuori programma di pubblica utilità sull’influenza, ecco un po’ di sano cazzeggio.
Desidero segnalare questo gustoso thread, dove un cortese ma determinato sig. Censore, al quale va la mia ammirazione per la tenacia dimostrata, esprime la propria opinione su di un argomento di attualità.
Io nondimeno desidero esprimere la mia gratitudine all’interlocutore, nonché gestore del blog, il sig. Hayalel (mia vecchia conoscenza), capace di quel savoir fair e di quella lucidità mentale – grazie alla quale riesce a smascherare i troll che infestano la blogosfera – che così tanto lo rendono accattivante ai miei occhi.
Buona lettura a tutti.

Forse un po’ di chiarezza, finalmente!
(voi andate avanti, seguendo i link che trovate, io vi raggiungo stasera)

Occhèi, va bene chiedersi “perché non siamo capaci di imparare da tutto quello che abbiamo passato in duemila anni”, però oggi mi accontenterei dell’esperienza fatta negli ultimi tempi e di riuscire a far vedere il modem adsl – via hub ehternet – anche al secondo Mac di casa (‘azz!)


TESTO CANZONE

“Il campanello ha suonato e, appena ho aperto, mi sono sentita spingere violentemente indietro e sono caduta. Un gruppo di una decina di individui, col casco o col volto coperto, hanno fatto irruzione nei locali, rovesciando sedie, tavoli e usando la forza contro chi si opponeva loro. Dopo aver buttato volantini e appeso crocifissi alle pareti, hanno lanciato qualche insulto e se ne sono andati così come erano venuti.”

Ecco come mi immagino il resoconto di un testimone a un fatto del genere. Nella sostanza, è quanto può istintivamente pensare che sia successo chi legge titoli come “Crocifisso, irruzione neofascista al Partito Radicale”, “Irruzione di Lotta studentesca in una sede dei Radicali”, “Irruzione con crocifissi e volantini nella sede dei Radicali Italiani”.
E invece? Invece è successo questo:

Non che intenda sottovalutare le implicazioni di questo gesto o, addirittura, approvarlo, ma i tizi mi ricordano tanto i miei amici e il sottoscritto quando si andava a rubare i cachi di una pianta che sporgeva oltre a uno spesso muro di cinta di un’abitazione. Ci si arrampicava per prenderne due o tre e poi via, come dei fulmini, per evitare le ire dell’arcigno proprietario!

Bene. Io non conosco il posto e forse la definizione “irruzione” usata nei titoli è formalmente corretta (ad esempio, se le scale di accesso non sono parte comune di altri proprietari o affittuari ma spazio integrante della sede radicale); tuttavia bisognerà ammettere che questa azione non ha nessuna delle caratteristiche che i suddetti lanci di agenzia potrebbero (o vorrebbero?) evocare.
Mi auguro che le giuste critiche, rivolte all’uso strumentale dei titoli ad effetto, siano espresse allo stesso modo anche in questa occasione da tutti coloro che frequentemente se ne lamentano, cioè quando l’ambiguità e la tendenziosità nella scelta (od omissione) di certi termini non porta acqua al mulino delle loro opinioni.
Dai, chiamate questo accadimento come volete ma, per favore, non chiamatelo “irruzione”!

[Comunque, la pretesa di Lotta Studentesca di aver messo in atto "un’azione pacifica finalizzata alla critica", fossi ancora l'adolescente su quel muro a fregar cachi, mi farebbe cascare giù dalle risate.]